Il sovraffollamento delle carceri italiani sembra non fare più impressione a nessuno, quasi fosse solo una litania, eppure i numeri parlano di una realtà da incubo: i detenuti sono 54.605, i posti letto regolamentari sono 42.890, ovvero 11.715 persone in più rispetto ai posti letto disponibili. E questo con il 55,32% della popolazione detenuta in attesa di condanna definitiva, quando il tasso medio europeo dei detenuti in attesa di giudizio è del 25%. Sono i numeri con cui si apre ‘In Galera’, il V rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia presentato oggi a Roma dall’Associazione Antigone. L’effetto indulto è ormai inesistente e il numero dei detenuti cresce costantemente. Oggi se ne contano infatti 54.605. Il 31 dicembre del 2007 erano 48.693. In sei mesi se ne sono aggiunti circa 6mila, mille detenuti in più al mese. Erano 39.005 il 31 dicembre del 2006. Per tutto il 2007 il tasso di crescita mensile è stato di 807 detenuti. Il 31 dicembre del 2005, ossia sette mesi prima dell’approvazione dell’indulto, la popolazione detenuta ammontava a 59.523 unità. Al 31 dicembre del 2001 i reclusi erano 55.275. Nei cinque anni di governo del centro-sinistra i detenuti sono cresciuti di poco più di 1500 unità l’anno. Dati tali numeri e premesse, la conclusione del rapporto è: l’aumento progressivo del tasso di crescita carcerario è l’effetto di due leggi, ovvero la ex Cirielli sulla recidiva e la Bossi-Fini sull’immigrazione, «leggi del 2005 e del 2002 che oggi iniziano a produrre i loro effetti inflattivi».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77208