Quando tutti i paesi potranno andare a passeggio nella memoria di una guerra, potendola considerare come un ricordo lontano, allora il respiro sarà più profondo. Per ora il respiro è corto, la guerra è vicina e in Italia occorre scarpinare un poco per raggiungere i luoghi dove le Alpi custodiscono storie di uomini e di guerra. Un semplice trekking, magari dopo aver riascoltato Stelutis Alpinis o Ta-pum, può diventare una visita ad un museo a cielo aperto, un pellegrinaggio che è giusto compiere ricordando che non saremmo a trascorrere la domenica liberi, zaino in spalla, se qualcuno prima di noi non avesse scalato quelle cime. E non per fare trekking. In Lombardia sono almeno quattro i «fronti» della storia di guerra: la linea Cadorna, sul confine italo – svizzero, la zona dello Stelvio, dell’Adamello e delle Giudicarie nel bresciano. Grazie al paziente lavoro di alpini ed locali, molti di questi sentieri oggi tornano a vivere. Partendo da ovest, nel varesotto, uno degli itinerari più suggestivi prende il via dalla Valcuvia per scoprire le ridotte di Cassano (Info 0332.995 519) dove, in un paio d’ore, si possono vistare postazioni per mitragliatrici ed artiglieria leggera scavate nelle colline. A Monte Colonna, invece, a quota 1200, c’è un osservatorio militare in galleria, fra i più alti della zona. Fra i forti, meritano sicuramente una visita il Sirpo insieme alle trincee di Brezzo di Bedero (Pro Loco 340.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284916