da RomaTagliare gli sprechi per investire i risparmi in qualità, innovazione e premi per i docenti. Un bonus annuale, una gratifica economica in busta paga da un minimo di cinquemila fino a settemila euro per la produttività a partire già dal 2010 per una piccola percentuale di professori e poi dal 2012 per almeno 250.000 insegnanti. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, l’aveva detto poco dopo il suo insediamento al governo: meno insegnanti ma più qualificati e più pagati. L’obiettivo è fissato e la Gelmini lo ribadisce anche a Bruno Vespa nella conversazione contenuta nel nuovo libro firmato dal giornalista: «Un’Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa», in libreria dal 3 ottobre edito da Mondadori. A Vespa la Gelmini racconta anche come intende reinvestire parte dei risparmi per incentivare la classe insegnante. Si deve cominciare dai tagli: ad 87.000 docenti non verrà rinnovato il contratto. Chi è già di ruolo, chi ha il contratto a tempo indeterminato lo conserverà, assicura la Gelmini, «ma molte supplenze non verranno confermate». Una necessità perché in Italia il numero dei docenti è troppo alto e sproporzionato rispetto a quello degli alunni. «Che senso hanno classi delle elementari con nove alunni – si chiede la Gelmini -? Capisco un paesino di montagna, una piccola isola, ma in città? Da qui la necessità di tagliare: c’è un organico di cattedre in eccesso rispetto alle necessità».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292247