Capita che una società in grado di elevare multe sia poi essa stessa multata. È successo a Trenitalia, multata dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato alla società ferroviaria una multa complessiva di 845mila euro. L’Antitrust contesta a Trenitalia vari aspetti della sua politica commerciale. In primo luogo l’Autorità punta l’indice sul bonus previsto per i viaggiatori in caso di ritardo dei treni. L’Antitrust ritiene che l’elenco delle cause del ritardo non imputabili a Trenitalia, per cui la società non prevede alcun rimborso, è «molto ampio e non sufficientemente definito, tale da permettere alla stessa Trenitalia di esercitare una grande discrezionalità nel riconoscimento del diritto al bonus». Inoltre risultano essere piuttosto tortuose le procedure per richiedere il rimborso in quanto occorre, sottolinea l’Antitrust, «reperire un apposito modulo in stazione o sul sito internet e inoltrare la richiesta entro il termine di 30 giorni». Contestate anche le modalità per utilizzare il bonus: «La fruibilità è limitata ad un periodo di sei mesi e soltanto per l’acquisto di un altro titolo di viaggio». L’insieme di questi aspetti relativi al bonus-ritardi è costato a Trenitalia una multa di 200mila euro. Altro punto dolente è il capitolo relativo ai posti riservati delle tariffe Amica e Famiglia, vale a dire i posti in offerta a prezzo ridotto.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80335