Jean Leonard Touadì, parlamentare del Pd, ricava tre considerazioni dai terribili fatti di Milano. La prima è che «la metropoli violenta non ha colore politico». E spiega: «Anche a Milano dove c´è un assessore tutto d´un pezzo queste cose accadono. Questa violenza di matrice a volte razzista a volte fascista ci interroga. Non può essere derubricata ogni volta come fatto di balordi perché dietro ‘i balordi’ c´è una pigrizia nel cercare di capire profondamente che cosa sta accadendo nelle nostre periferie, ai nostri ragazzi». È solo una questione di città violenta? «No, accanto c´è un clima che io ho tante volte stigmatizzato come il frutto della ‘costruzione di un nemico’. E in questo caso il nemico non è tanto la razza diversa ma lo straniero in generale che viene visto come il condensato di tutti i mali, dalla criminalità al degrado. Questo clima non dico che incoraggi o fomenti, ma offre sicuramente una spalla all´intolleranza. E non sono sicuro che un Paese che ospita quasi tre milioni di immigrati regolari che lavorano e hanno figli nati in Italia, possa permettersi il lusso di stigmatizzare e mettere ai margini tre milioni di persone. Fare questo significa preparare per il nostro Paese, per le nostre città, un clima da implosione sociale. E quando magari ci metteremo mano sarà troppo tardi perché la rabbia, la frustrazione, i rancori, saranno già cresciuti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78996