L’euforia per il Metodo Classico ha stravolto gli orientamenti dei consumatori (che fino a ieri bevevano Nero d’Avola pure come aperitivo, e che oggi berrebbero «bollicine» senza soluzione di continuità), avvicinato alla tipologia nuovi interpreti e nuovi territori (si producono bollicine tradizionali da nord a sud del Paese, ormai) e immesso sul mercato un numero di etichette impensabile fino a qualche anno fa.In un contesto ancora un po’ confuso e in buona parte da esplorare nel quale tante interpretazioni si portano dietro i limiti della sperimentazione e dell’approssimazione, la Franciacorta rappresenta un approdo sicuro per gli appassionati e per gli intenditori più esigenti. Un terzo dei produttori iscritti al consorzio (su novanta) elabora bollicine di buon livello (davvero una media altissima) e tra questi ce ne sono una decina in grado di giocarsela con tanti vigneron champenois di talento.Potrete rendervene conto personalmente da domani a lunedì 22 settembre, quando nella mirabile Villa Lechi a Erbusco (capitale enologica della denominazione bresciana) si terrà la nona edizione del Festival del Franciacorta (per informazioni più dettagliate: www.festivaldelfranciacorta.it, 030.7760477). Poco meno di sessanta aziende saranno a disposizione per un bianco d’assaggio che si annuncia più che mai «effervescente» (a vostra disposizione dalle 11 alle 19 nel week-end).Una golosa occasione per incontrare i due fuoriclasse della denominazione, volti noti ovunque, ormai: Bellavista e Cà del Bosco, giganti per storia, per peso produttivo e per l’alta cifra stilistica delle loro Cuvée più prestigiose.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291660